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La processione di Santa Sara

Le atmosfere gitane, con le loro musiche struggenti, i colori sfavillanti delle gonne, la passione del flamenco e le feste animate fino a notte fonda, emergono con forza dirompente dai dipinti di Liliana Cano.

Quando sul finire degli anni ’70 si trasferisce in Francia, scopre il piccolo comune di Saintes-Maries-de-la-Mer, nella regione della Camargue.
Questo luogo, affacciato sul mare e con poco più di 2.000 abitanti, diventa per lei un’inesauribile fonte di ispirazione.

Punto di riferimento per le comunità nomadi di tutto il mondo, Saintes-Maries-de-la-Mer ospita la cripta dedicata a Santa Sara, anche detta Sara la Kali o Sara la nera, patrona dei gitani.

Sebbene non sia stata riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa, Santa Sara è una figura molto venerata e per tanti è simbolo di accoglienza e protezione.

Tutti gli anni, il 24 maggio, le comunità rom la festeggiano con una sentita processione che arriva fino al mare per rievocare l’arrivo della Santa in Francia.

Secondo una delle tante leggende sul suo conto si narra che Sara, forse originaria dell’Egitto, accolse Maria Iosè, Maria Salomé e Maria Maddalena quando, dopo la resurrezione di Cristo, partirono con una zattera senza remi e, dalla Palestina, arrivarono in Francia.
Sara divenne la serva nera delle tre Marie e la soccorritrice di viandanti e persone senza dimora.

Un’altra versione vuole invece che Sara sia giunta in Francia al seguito delle anziane Maria di Giacomo e Maria Salomé per assisterle fino alla loro morte.

Liliana Cano ha rappresentato in diversi dipinti questa bellissima processione sul mare, con la statua addobbata a festa e scortata da un fiume di fedeli e un esercito di cavalli bianchi.

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