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SULLE ALI DEL RACCONTO

Il racconto amplia lo sguardo di Liliana Cano oltre il reale. Miti, figure simboliche e memorie popolari si intrecciano con l’osservazione della vita quotidiana, dando forma a un immaginario in cui poesia e pittura si incontrano.

LA SEZIONE

Sulle ali del racconto

Mito, memoria e immaginazione si fondono nella pittura.

Il mito e la leggenda pervadono la pittura di Liliana Cano con la straordinaria capacità di animare emozioni, conflitti, sogni e possibilità di cambiamento. Le storie diventano sceneggiature in cui dolore, sacrificio, amore, violenza, speranza e salvezza acquistano, di volta in volta, peso simbolico e risonanza universale.

La sezione si apre con Il poeta (anni Novanta), in cui una figura femminile dialoga con un personaggio coronato d’alloro in un ambiente astratto attraversato da rossi incandescenti e gialli accesi. In Europa rapita da Zeus (1993) il mito prende corpo in una scena carica di stupore e movimento; nel Trittico del mare (2012) il naufragio introduce immagini di fatica, smarrimento e ricerca di salvezza che rimandano tanto alla tradizione epica quanto all’attualità.

Molte di queste opere sono popolate da presenze animali, combattimenti, figure che alternano desiderio e minaccia. In L’uomo e il gallo (anni Ottanta) e Allusion érotique (anni Ottanta) il rapporto tra essere umano e creatura animale si caratterizza per tensione allusiva. Altrove il registro si fa più lirico: Finalmente mia Sirena (1988) e le coppie alate di In volo (1985) portano il tema dell’abbraccio verso un immaginario sospeso tra amore e leggenda.

«In sostanza faccio sempre questo, racconto storie. Piccole, leggere, pesanti. Mi piace raccontare dell'Uomo, della sua sofferenza, dei suoi piaceri, della sua felicità. Io amo l'Uomo, amo l'Umanità.»

Liliana Cano

TRE OPERE IN EVIDENZA

Un primo incontro con la sezione

Europa rapita da Zeus, 1993

olio su tela 100 × 80 cm

In volo, 1985

acrilico su tela 46 × 38 cm

L’uomo e il gallo, anni ottanta

olio su legno 41 × 30 cm

LA SALA

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Dall'archivio

Per Liliana Cano la poesia non rappresentava soltanto una fonte di ispirazione, ma un modo di guardare il mondo. La parola poetica le offriva immagini, simboli e metafore capaci di ampliare il significato della realtà, trasformando l’esperienza vissuta in racconto universale.

Fra gli autori che più hanno accompagnato il suo percorso occupa un posto centrale Pablo Neruda. La lettura del Memorial de Isla Negra diede origine a uno dei cicli più importanti della sua produzione: oltre cento acquerelli nei quali i versi del poeta cileno diventano colore, ritmo e immagine. Nella pittura di Liliana Cano poesia e arte dialogano continuamente, dando forma a un immaginario in cui memoria, mito e fantasia convivono senza confini.

Nell’immagine, l’opera “Il poeta” degli anni novanta, esposta in mostra.

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Audioguida

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Video

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Archivio Liliana Cano

Approfondisci l’opera e la vita di Liliana Cano sul sito ufficiale dell’Archivio.

Liliana Cano. Il fuoco dentro

9 luglio – 20 settembre 2026
Padiglione Eugenio Tavolara
Sassari

Promossa e organizzata dal Comune di Sassari, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, il supporto della Fondazione di Sardegna e la collaborazione dell’Archivio Liliana Cano, nell’ambito del progetto “Un Ponte per la Cultura: Dialoghi fra Tradizione e Contemporaneità. L’eredità di Alois Ottiger per Sassari”, nato dal lascito testamentario che il filantropo svizzero ha destinato alla città a sostegno delle attività culturali.

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