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LA GRANDE FESTA

Feste religiose, riti popolari e celebrazioni collettive attraversano l’opera di Liliana Cano come espressione dell’identità di una comunità. Tra sacro e profano, la pittura restituisce l’energia del movimento, la forza della tradizione e il senso profondo dell’appartenenza.

LA SEZIONE

La grande festa

Riti, comunità e memoria condivisa.

La pittura di Liliana Cano si apre spesso a scene collettive nelle quali il movimento dei corpi, il ritmo della musica e la cadenza del rito diventano gli strumenti per raccontare la vitalità delle comunità. Feste popolari, processioni, danze, spettacoli e celebrazioni sono evocate con forte intensità cromatica e con segno energico.

La sezione viene inaugurata dalle feste gitane vissute dall’artista in Provenza a partire dalla fine degli anni Settanta. Balli, musiche, suonatori di chitarra e figure femminili immerse nel colore danno vita a un universo travolto dal dinamismo e dalla condivisione. Le gitane, tra i soggetti più riconoscibili della sua produzione, esprimono una libertà istintiva e una presenza scenica che l’artista amplifica attraverso composizioni dense e scenografiche.

Il tema del rito ritorna nelle processioni dedicate a Santa Sara, figura venerata dalle comunità rom a Saintes-Maries-de-la-Mer. Nei dipinti degli anni Ottanta la celebrazione si riversa verso il mare tra cavalli bianchi, stendardi e una folla in movimento. La stessa partecipazione corale si rintraccia nelle opere dedicate all’Ardia di San Costantino a Sedilo, in cui la corsa dei cavalli restituisce il carattere sacro e spettacolare della celebrazione.

Da questo territorio di corpi in movimento e spazio condiviso nascono anche le opere dedicate al circo e alla corrida. In Circo con cavallo rosso (1988), Al circo (1988), Sombra y sol (anni Ottanta) ed El toro (anni Ottanta), uomini e animali vengono trascinati dentro un’arena contrassegnata da velocità, rischio e teatralità. È una festa diversa, in cui l’eccitazione collettiva è resa più evidente dalla sensazione di pericolo. Musica e danza riemergono invece con registro più lieve in Pentagramma (2009) e Petite bande (1986).

La sezione si chiude con le opere dedicate ai Candelieri di Sassari, la storica festa cittadina che ogni 14 agosto anima le strade del centro storico con la discesa dei grandi ceri lignei portati a spalla dai gremi. Con questa celebrazione il legame di Cano era particolarmente stretto: nel 1978 realizzò la decorazione del candeliere del Gremio dei Viandanti, oltre a tre mini candelieri (anni Settanta).

«È bello vedere la gente che, almeno in quel momento, sembra esca fuori dall’egoismo che ci rende tutti stranieri l’uno all’altro».

Liliana Cano

TRE OPERE IN EVIDENZA

Un primo incontro con la sezione

I Candelieri, 1979

olio su tela 200 × 140 cm

Procession aux Saintes, 1986

olio su tela 55 × 46 cm

Pentagramma, 2009

carboncino e acrilico su tela 120 × 100 cm

LA SALA

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Dall'archivio

La Faradda dei Candelieri occupa un posto significativo nella ricerca di Liliana Cano, che ne ha interpretato più volte il valore identitario attraverso la pittura. Nel 1978, su incarico del Gremio dei Viandanti, l’artista decorò il nuovo Candeliere dei Viandanti destinato alla storica processione del 14 agosto, custodito nella chiesa di Sant’Agostino a Sassari. L’intervento si inserisce in un percorso avviato già tra il 1970 e il 1971, quando realizzò una serie di mini-candelieri nei quali sperimentò temi e soluzioni che sarebbero confluiti nell’opera monumentale.

Il profondo legame tra Liliana Cano e la città di Sassari trovò ulteriore riconoscimento nel 2006, quando le venne conferito il Candeliere d’Oro Speciale per l’alto livello raggiunto nel campo delle arti figurative e per il suo contributo alla valorizzazione del patrimonio culturale cittadino.

Nella fotografia è raffigurato il Candeliere dei Viandanti, decorato da Liliana Cano nel 1978 per il Gremio dei Viandanti, custodito nella Chiesa di Sant’Agostino a Sassari (Ph. Archivio Liliana Cano).

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Video

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Archivio Liliana Cano

Approfondisci l’opera e la vita di Liliana Cano sul sito ufficiale dell’Archivio.

Liliana Cano. Il fuoco dentro

9 luglio – 20 settembre 2026
Padiglione Eugenio Tavolara
Sassari

Promossa e organizzata dal Comune di Sassari, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, il supporto della Fondazione di Sardegna e la collaborazione dell’Archivio Liliana Cano, nell’ambito del progetto “Un Ponte per la Cultura: Dialoghi fra Tradizione e Contemporaneità. L’eredità di Alois Ottiger per Sassari”, nato dal lascito testamentario che il filantropo svizzero ha destinato alla città a sostegno delle attività culturali.

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