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IL TEMPO DEL SACRO

Il sacro attraversa tutta la ricerca di Liliana Cano come esperienza umana prima ancora che religiosa. Figure evangeliche, santi, martiri e simboli della fede diventano strumenti per riflettere sul dolore, sulla speranza e sulla spiritualità, in un dialogo continuo tra tradizione, memoria e contemporaneità.

LA SEZIONE

Il tempo del
sacro

Oltre l’immagine religiosa, una ricerca dell’essenziale.

Il sacro assume grande rilevanza nell’opera di Liliana Cano, dagli anni giovanili fino alle opere più tarde. Più che semplice iconografia religiosa, il tema spirituale diventa per l’artista una chiave di lettura per addentrarsi in esperienze intensamente umane: il dolore, il sacrificio, l’attesa, la compassione, ma anche la possibilità della redenzione. Le storie evangeliche vengono rese con intensa partecipazione, mantenendo sempre un forte legame con la vita quotidiana.

Nel corso della sua carriera Cano realizza numerosi dipinti murali destinati alle chiese della Sardegna, confrontandosi ripetutamente con episodi evangelici e immagini della tradizione cristiana. La ripresa degli stessi temi diventa ogni volta occasione di studio, variazione e ricerca: uno stesso soggetto rimanda a soluzioni formali e cromatiche notevolmente diverse tra loro.

La sezione si apre con due grandi Crocifissioni, realizzate a distanza di molti anni l’una dall’altra. L’opera degli anni Sessanta, costruita tramite pennellate verticali e una forte sintesi formale, restituisce profili appena accennati immersi in rossi infuocati e gialli accesi, in cui il corpo si dissolve quasi nel colore. Quella del 2011 mantiene una figurazione più riconoscibile, con una presenza corporea maggiormente definita e una luce più distesa. Nei Crocifissi degli anni Ottanta, identici nel formato ma differenti nell’inquadratura e nella postura, il tema religioso si mescola a una ricerca formale continua e serrata. In Senza titolo (anni Settanta) e nella Deposizione (2009) il racconto sacro acquisisce una valenza collettiva e sentita, in cui il dolore è elemento di condivisione e comunanza.

In I santi martiri turritani (1959) Cano affronta uno dei culti più sentiti del nord Sardegna con una soluzione iconografica di grande originalità. Sul paesaggio marino legato alla memoria del martirio di Gavino, Proto e Gianuario, si ergono le sagome essenziali dei tre santi, riportanti i segni della decapitazione. La pittura procede per sovrapposizioni: il paesaggio e la chiesetta di Balai emergono come spazio reale e luminoso, mentre le figure dei martiri assumono un significato più allegorico e mistico.

«Per me, l’unico insegnamento è il Vangelo».

Liliana Cano

TRE OPERE IN EVIDENZA

Un primo incontro con la sezione

Crocifisso, 2011

carboncino e acrilico su legno 102 × 153 cm

Senza titolo, anni settanta

olio su tela 80 × 100 cm

Crocifisso, anni ottanta

acrilico su legno 54 × 65 cm

LA SALA

Scorri le slide per scoprire l’allestimento

Dall'archivio

Fra le testimonianze più importanti della produzione sacra di Liliana Cano vi è il ciclo dei sei murali monumentali realizzati negli anni Ottanta per la chiesa di San Lussorio a Oliena. Attraverso episodi dedicati alla vita e al martirio del santo, l’artista costruisce un racconto unitario nel quale spiritualità, storia e identità locale trovano una sintesi di grande intensità espressiva.

Ancora oggi questo complesso rappresenta uno degli interventi monumentali più significativi della sua carriera e costituisce una tappa fondamentale per comprendere il rapporto tra Liliana Cano, la fede e lo spazio pubblico.

Nella foto una veduta della chiesa di San Lussorio a Oliena (ph. Arasolé).

Informazioni utili

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Audioguida

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Video

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Archivio Liliana Cano

Approfondisci l’opera e la vita di Liliana Cano sul sito ufficiale dell’Archivio.

Liliana Cano. Il fuoco dentro

9 luglio – 20 settembre 2026
Padiglione Eugenio Tavolara
Sassari

Promossa e organizzata dal Comune di Sassari, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, il supporto della Fondazione di Sardegna e la collaborazione dell’Archivio Liliana Cano, nell’ambito del progetto “Un Ponte per la Cultura: Dialoghi fra Tradizione e Contemporaneità. L’eredità di Alois Ottiger per Sassari”, nato dal lascito testamentario che il filantropo svizzero ha destinato alla città a sostegno delle attività culturali.

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